L’impegno della FAO per la biodiversità post-2020
In collaborazione con i suoi membri e partner, la FAO sta contribuendo al Quadro globale per la biodiversità post-2020. Questo quadro è stato adottato in occasione della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità e sostiene l’uso sostenibile, la conservazione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi, la FAO si impegna a migliorare la sicurezza alimentare, trasformare i sistemi agroalimentari, contrastare i cambiamenti climatici e preservare la biodiversità. Questi sforzi rappresentano un passo cruciale verso la creazione di un ambiente sano in grado di produrre alimenti sani.
In conclusione, l’intervento del Direttore Generale della FAO ai Ministri dell’Ambiente del G20 ha sottolineato l’importanza di invertire la tendenza di perdita di biodiversità e degradazione del suolo. Questo non è solo necessario per la nostra sopravvivenza, ma può anche portare a significativi benefici economici.
La strada da seguire è chiara: dobbiamo investire in innovazione, migliorare la gestione delle risorse idriche, e sostenere i piccoli produttori e le comunità indigene. Solo così potremo garantire un futuro in cui l’ambiente sano e la produzione di alimenti sani coesistano in modo sostenibile.
Il lungo cammino verso la sostenibilità
Nonostante gli ostacoli presenti, Qu Dongyu ha espresso ottimismo riguardo il futuro, sottolineando che se riuscissimo a finanziare interamente l’obiettivo di ripristinare il suolo degradato, entro il 2030 potremmo arrestare la deforestazione. Non solo, ciò porterebbe anche a benefici significativi come l’avanzamento nella lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione del rischio di futuri salti di specie.
“Occorre ridestinare i sussidi agricoli che hanno effetti nocivi sul clima e la biodiversità. Dobbiamo investire in Ricerca e sviluppo nel lungo termine per creare le innovazioni e le tecnologie necessarie a produrre di più generando meno emissioni e senza eccedere i limiti ambientali,”
ha concluso Qu. Riecheggia la necessità urgente di una riconversione delle politiche agricole, da quelle che attualmente hanno effetti deleteri sull’ambiente a quelle che ne promuovono attivamente la tutela.
Un impegno collettivo
Risolvere le crisi del clima, della biodiversità e della sicurezza alimentare richiede un impegno collettivo.
Nessuna nazione può affrontare queste sfide da sola. Il G20, in quanto gruppo dei Paesi più industrializzati del mondo, ha un ruolo chiave nel guidare l’azione globale per affrontare queste crisi. La FAO, con il suo ruolo di leader mondiale nell’agricoltura e nell’alimentazione, ha un ruolo fondamentale nel fornire le conoscenze e le competenze necessarie per guidare questo cambiamento.
La nostra capacità di garantire un futuro sostenibile dipende dalla nostra volontà di agire ora.
Come sottolineato dal Direttore Generale della FAO, è necessario un impegno collettivo per affrontare queste sfide. Questo impegno deve tradursi in azioni concrete: maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo, un uso più efficiente delle risorse idriche, la protezione e il ripristino degli ecosistemi, e il sostegno ai piccoli produttori e alle comunità indigene.
Conclusione
La FAO ha inviato un messaggio forte e chiaro al G20: per avere alimenti sani, abbiamo bisogno di un ambiente sano.
È un richiamo all’azione che ci invita a considerare la profonda interconnessione tra l’ambiente e l’alimentazione. Per garantire un futuro in cui l’alimentazione sana e sostenibile sia accessibile a tutti, dobbiamo impegnarci per proteggere e ripristinare i nostri preziosi ecosistemi.
Solo così possiamo sperare di navigare con successo attraverso la triplice crisi planetaria della perdita di biodiversità, del clima e dell’impatto della pandemia e garantire un futuro prospero per le generazioni a venire.



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