Perché coltivare la Lavanda

  • La richiesta di lavanda da parte dell’industria farmaceutica, alimentare, liquoristica, erboristica e cosmetica è in continuo aumento in tutto il mondo.
  • Molte aziende agricole italiane hanno già capito il valore di questa scelta e tra il 2007 e il 2010 queste coltivazioni sono aumentate del 50% (Fonte Eurostat, Censimenti dell’Agricoltura 2010)
  • L’Italia importa ancora il 70 % del fabbisogno nazionale di piante officinali. Risulta evidente che esiste la possibilità di rispondere a questa domanda, che è più remunerativa di quelle tradizionali
  • La coltivazione di lavanda è molto adatta al clima e alla tipologia di terreno del nostro paese.

La pianta

Appartiene alla famiglia delle Laminaceae  e comprende una trentina di specie originarie dei Paesi del Mediterraneo.

Esistono numerosi ibridi, chiamati lavandini, maggiormente coltivati rispetto alle specie pure, in quanto hanno rendimenti più alti in oli essenziali, con maggiore sviluppo vegetativo e infiorescenze più grandi. Tra questi la più utilizzata è la Lavandula Intermedia, ottenuta incrociando la Angustifolia e la Latifolia.

La varietà francese si presta più di tutte alla coltivazione perché è più resistente a malattie e parassiti.

La lavanda è una pianta rustica, che si adatta alle diverse situazioni pedo- climatiche e cresce spontaneamente nell’Italia meridionale, anche in terreni aridi e sassosi.

Clima, terreno, impianto

CLIMA

La lavanda sopporta bene sia il caldo che il freddoSi può coltivare in particolare sulle isole e sul versante tirrenico, anche in collina sino a 1000/1200 metri di altitudine. Preferisce le zone esposte al sole e ventilate.

TERRENO

Il fabbisogno idrico è molto limitato, mentre non gradisce i ristagni d’acqua. Non necessita di terreni fertili, né acidi o tendenzialmente acidi.

Predilige terreni argillosi e si adatta bene anche ai terreni alcalini, purchè ben drenati per via della poca tolleranza ai ristagni. Non necessita che il terreno venga concimato, ma si può intervenire con concimazioni bilanciate in primavera, quando ha inizio la stagione vegetativa.

IMPIANTO

La lavanda si riproduce bene per talea.  

Per le colture intensive, gli impianti vanno realizzati con piantine selezionate e certificateL’impianto si effettua per trapianto di piantine  a radice nuda o in zolla, in primavera o in autunno.

La scelta del tipo di lavanda da coltivare deriva principalmente dall’altitudine, dal terreno, dal tipo di produzione che si vuole intraprendere.

In montagna si coltiva la Lavanda Officinalis (anche detta Lavandula angustifolia), molto pregiata e redditizia. Al di sotto dei 700 m si coltivano ibridi meno pregiati ma più produttivi, quali il Lavandino (Lavandula hybrida). Non esiste quindi competitività fra le colture di montagna e quelle di pianura. Non teme attacchi di animali selvatici di nessun tipo.

È importante non utilizzare stallatico. La Lavanda non necessita di irrigazioni se si sceglie la varietà adeguata, coerentemente al terreno, al clima e agli altri fattori. Un’abbondante annaffiatura in prossimità delle radici in fase d’impianto è normalmente sufficiente.

Può essere necessaria un’irrigazione di soccorso solo il primo anno in caso di fortissima siccità.

Redditività

La redditività della coltivazione della lavanda è proporzionata alle capacità tecniche e all’esperienza dell’agricoltore, nonchè al tipo di lavorazione post raccolta che si riesce ad effettuare in azienda (essiccazione, distillazione, ecc.).

Il nostro CONTRATTO garantisce l’acquisto del prodotto per commercializzarlo attraverso i nostri canali.

A seconda del tipo di varietà impiantata, sulla base dell’analisi preliminare del tipo di terreno, il rientro dell’investimento è:  

Lavanda: 3 o 4 raccolti

Lavandino: 3 raccolti

Il nostro metodo

Sopralluogo e analisi del terreno

Relazione tecnica in base ai dati

Scelta coltivazione ad alto reddito

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