Vi abbiamo sempre parlato di coltivazioni ad alto reddito.
Da oggi vi parliamo anche di come rendere più fertile la vostra terra.

CultivarBio da sempre considera il terreno come un prezioso capitale naturale al quale dare la priorità.

Per questo motivo, fin da subito, abbiamo puntato su coltivazioni che potessero dare una risposta sostenibile, anche dal punto di vista economico, a tanti piccoli proprietari di terreni, aziende agricole, giovani e famiglie interessate a ripartire dalla terra.

Ripartire dall’agricoltura è per noi un valore.

E con il passare degli anni abbiamo acquisito una consapevolezza sempre maggiore del fatto che, se tutti ci impegnassimo seriamente in questo compito, godremmo di enormi benefici per le persone e per il pianeta.

Nell’ottica di offrire soluzioni per migliorare la fertilità del suolo e proteggere le coltivazioni, utilizzando componenti naturali e rispettando le biodiversità presenti nei suoli, con preparati a base di consorzi micorrizici e ceppi batterici selezionati, abbiamo scelto prodotti che favoriscano un’agricoltura naturale ed efficiente.

 Oggi siamo orgogliosamente distributori di formulati a base di microrganismi e batteri utili.

I nostri prodotti sono altamente performanti per ridare vita ai suoli stanchi, riparare la struttura dei terreni intensamente sfruttati, favorire un buon apparato radicale, limitare lo sviluppo di malattie fungine, favorire la resistenza a stress ambientali ed idrici e limitare le perdite di nutrienti per liscivazione.

 

Decompositore di stoppie

Rigeneratore del terreno

Inoculante del terreno

Batteri buoni

Dove non arriva la natura arrivano pesticidi e fertilizzanti, che aumentano il ritmo della produzione agricola per stare al passo con la richiesta mondiale di cibo.

Tuttavia, l’uso di prodotti chimici influisce negativamente sull’ambiente circostante e il suolo, oltre che sulla qualità del cibo coltivato: per questo si pensa ad alternative più ecologiche per proteggere le piante da malattie e insetti.

Una possibile alternativa sono i batteri, che non sempre sono sinonimo di sporco e malattie: quelli presenti nel nostro microbiota intestinale, ad esempio, sono fondamentali per mantenerci in salute; quelli che vivono nel suolo possono invece essere di grande aiuto alle piante.

In 1 grammo di terreno possono vivere 1 miliardo di batteri: alcuni producono ormoni vegetali che aumentano la crescita delle radici delle piante e le aiutano ad assorbire il nutrimento necessario dal suolo; altri trasformano, attraverso diversi meccanismi chimico-fisici, alcuni elementi fondamentali come azoto, ferro e fosforo, che altrimenti non potrebbero venire assorbiti dalla pianta; altri ancora tengono lontani insetti, funghi e altri parassiti o patogeni, agendo dunque come dei pesticidi naturali.

Economico ed efficace

Oltre ad essere più ecologico, l’uso di fertilizzanti batterici è anche economicamente più vantaggioso, poiché implica una riduzione del 30% nell’uso di acqua e fertilizzanti chimici.

Secondo quanto rileva un progetto condotto dall’Università di Siviglia, che sta sperimentando l’utilizzo di batteri in coltivazioni di fragole in serra in Andalusia, le piante innaffiate con fertilizzanti batterici non crescono tanto quanto quelle trattate con fertilizzanti chimici, ma producono quasi la stessa quantità di frutti di grandezza simile.

Dopo aver ottenuto buoni risultati in serra, i ricercatori stanno ora sperimentando questo nuovo metodo ecologico anche in coltivazioni all’aria aperta: per vedere i risultati bisognerà aspettare ancora qualche tempo.

Se dovessimo indicare un’unica via d’uscita dalla pandemia verso un futuro più sostenibile, potremmo scommettere tutto sul recupero del suolo.

Ripristinare il terreno degradato da agricoltura intensiva ed estrazione di risorse, dai cambiamenti climatici, dalla costruzione di infrastrutture e dall’urbanizzazione spiana la strada a una serie di ricadute positive: crea posti di lavoro, fa crescere il reddito, aumenta la sicurezza alimentare, sottrae carbonio dall’atmosfera, rallenta i cambiamenti climatici e protegge dai loro impatti, ricostituisce la biodiversità.

Cosa possiamo fare…

In occasione del Decennio di Ripristino dell’Ecosistema (2021-2030 voluto dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e dalla FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), oltre 100 Paesi si sono impegnati a ripristinare quasi un miliardo di ettari di suolo in dieci anni, un’area grande quasi come la Cina. L’iniziativa è un appello alla protezione e al rilancio degli ecosistemi di tutti i continenti per contrastare i cambiamenti climatici e fermare la perdita della biodiversità, migliorare la sicurezza alimentare e l’approvvigionamento idrico.
 
L’invito è tornare a considerare il suolo come un prezioso capitale naturale al quale dare la priorità.

Di questo miliardo di ettari, 250 milioni potrebbero essere ripristinati per produrre cibo, migliorare la sicurezza economica e gli standard di vita di intere comunità. Ripristinare anche soltanto 350 milioni di ettari di ecosistemi degradati da qui al 2030 rimuoverebbe fino a 26 miliardi di tonnellate di gas serra dall’atmosfera, quasi la metà di quanto emesso globalmente nel 2019.

Sfruttare la forza dei batteri

Negli Stati Uniti i maiscoltori hanno una alternativa ai fertilizzanti di sintesi. Alcune realtà quali Pivot Bio e Bayern hanno investito in start up innovative che sono riuscite, grazie a studi avanzati, ad isolare dei ceppi di batteri azotofissatori e li hanno modificati geneticamente per migliorarne le performance. Il risultato sono “fertilizzanti” a base di batteri che, applicati alla coltura – fanno sapere dall’azienda – permettono di fornire circa 20 chilogrammi di azoto per ettaro, riducendo quindi il ricorso a prodotti di sintesi.

Una volta nel terreno i batteri non fanno altro che trasformare l’azoto atmosferico, non disponibile per il mais, in una forma bioassimilabile.

Si tratta dell’inizio di una svolta per l’agricoltura poiché in questo modo si potrebbero ridurre, se non eliminare, alcuni fertilizzanti di sintesi rendendo il comparto agricolo maggiormente sostenibile.

I nostri prodotti

I nostri prodotti sono altamente performanti per ridare vita ai suoli stanchi, riparare la struttura dei terreni intensamente sfruttati, favorire un buon apparato radicale, limitare lo sviluppo di malattie fungine, favorire la resistenza a stress ambientali ed idrici e limitare le perdite di nutrienti per liscivazione.

PRODOTTI:

  • decompositore di stoppie: bacillus circulans, pseudomonas putida, azotobacter chroococcum, bacillus megaterium;
  • rigeneratore del terreno: pseudomonas putida, pseudomonas fluorescens, bacillus megaterium, bacillus subtilis;
  • inoculante del terreno: pseudomonas putida, azotobacter chroococcum, bacillus megaterium, bacillo circulans

Bacillus circulans: in agricoltura biologica è usato come efficace funghicida per prevenire le più comuni malattie delle colture orticole e da frutto. E’ conosciuto anche con i nomi di ‘bacillo dei pascoli’ o ‘del fieno’ e il suo utilizzo rappresenta una valida alternativa ai classici prodotti funghicidi, come ad esempio il rame:

Pseudomonas putida: produce un ampio spettro di metaboliti antibiotici (pioverina, sufracina e fenazina), e sono comunemente usati per trattare semi e radici di piante prima del trapianto, favorendone un attecchimento regolare.

Azotobacter chroococcum: è un batterio microaerofilo che è in grado di riparare l’azoto in condizioni aerobiche. Per fare ciò produce 3 enzimi (catalasi, perossidasi, superossido dismutasi) per ‘neutralizzare’ le specie reattive dell’ossigeno. Inoltre forma la melanina del pigmento marrone scuro idrosolubile ad alti livelli di metabolismo durante la fissazione dell’azoto, che si ritiene protegga il sistema azotato dall’ossigeno. Rende disponibile l’azoto presente nel suolo evitandone la perdita per liscivazione.

Bacillus subtilis: è un batterio usato sia in agricoltura biologica che convenzionale per la difesa preventiva delle piante. E’ un batterio Gram-positivo comunemente presente nel suolo e attivo contro numerose batteriosi e patologie fungine. La sua azione si esplica in molti modi tra cui la competizione per spazio e nutrienti con i patogeni vegetali e l’antibiosi (cioè la capacità di secernere sostanze con attività antibiotica nei confronti dei patogeni) oltre alla possibilità che questo batterio stimoli la resistenza endemica indotta (ISR) rendendo così le piante più resistenti agli attacchi dei patogeni. E’ dimostrato che l’utilizzo di questo batterio aumenta la produzione delle piante trattate.

Pseudomonas fluorescens: produce metaboliti ad attività antibatterica e antifungina e può produrre molecole che promuovono la crescita delle piante. Il suo nome deriva dalla capacità di tale microrganismo di rilasciare, in ambienti con carenza di ferro, un pigmento solubile idoneo ad aiutare le carenze di ferro stesse.

Bacillus megaterium: è un batterio a bastoncino, Gram-positivo, utilizzato nella composizione dei concimi in agricoltura e orticoltura . E’ uno dei più grandi eubatteri che si possono trovare nel suolo: degrada idrocarburi e/o sostanze inquinanti dei suoli.

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